Episodio 9 - " Foca per la vittoria "
 


Nello stesso istante, dal tunnel uscì la perfida e bellissima Loreine, con in mano il cappuccio grondante di sangue di un esquimese. Dopo aver accarezzato Bon sul viso, gli disse con voce sensuale :

- Non sei male…
- Che fine hanno fatto i miei uomini ?
- Nel buio io divento una tigre….

E gli mise in testa il cappuccio.

- A quanto pare abbiamo in ostaggio la tua donna…

Poi, lo fissò negli occhi domandandogli :

- Mi chiedo se la ami veramente…
- Io amo solo il whisky….

La donna sorrise e poi gli buttò le braccia al collo.

- Sei sicuro ?
- Ma…Loreine….vi…vieni qui subito…

Intervenne il solito geloso Galbarov.

- IL tuo uomo ti chiama…
- Io sono del miglior offerente…
- Basta…Lo…Loreine…..vengo lì !?
- Non è necessario.

Disse Coyote che sollevò la donna di peso e dopo averla disarmata, la tenne a testa in giù per i piedi.

- La…lasciala andare subito….co…così le fai male !
- Se non liberi subito la nostra amica, mi faccio un bello scalpo…..
- Io la u…uccido la vostra a..amica…
- Passami il coltello Bon….
- Va…va bene…facciamo lo scambio…

Preoccupato per le sorti dell’ amata Loreine, Galbarov cedette per primo e subito liberò Brunetta Ford, la quale corse subito ad abbracciare Bon. Anche Coyote mantenne la promessa e scagliò Loreine De Paris verso Galbarov. I due caddero per terra uno sopra l’ altro e Bon ne approfittò per cercare di catturarli. Quando però, fu quasi sopra al Dottore, questi alzò una piccola e misteriosa fiala, che indusse l’ investigatore a fermarsi.

- Lo…lo sai cosa contiene questa fiala ? E’ l’ antidoto che può annientare le mie zanzare Polari. Da questo piccolo fla..flacone se ne può ottenere dell’ altro ma…se io adesso lo faccio ca…cadere, per il tuo pa…paese è la fine….

Intanto si era rialzata anche Loreine De Paris, che ora stava guardando Coyote come il peggiore dei vermi.

- Tu !

Gli disse puntandogli contro l’ indice incollerita.

- Chi…io ?

Chiese innocentemente il Sergente, al quale improvvisamente iniziarono a tremare le gambe.

- Maledetto pellerossa ignorante….adoratore di pezzetti d’ osso…ti taglierò il collo e poi userò la tua testa come vaso di fiori !
- Piano con le minacce…

Intervenne Bon, che poi aggiunse.

- Qua siamo in una situazione di stallo. Non so voi ma io ci terrei a tornare a casa.

In quel momento, la radio della sala comando gracchiò. Elvis Johnson venne autorizzato a rispondere. Era il Generale di corpo d’ armata Wallace. Li stava urgentemente chiamando mentre era in riunione al Pentagono con le più alte autorità Americane e Sovietiche. Accanto a lui infatti, c’ era il ministro della difesa Shevcenko.

- Questa storia deve finire…okay !?

Stava urlando dalla radio.

- New York è in ginocchio…..okay…Insieme ai nostri amici Sovietici abbiamo studiato una strategia davvero okay….L’ organizzazione di Mister Corvus è stata definitivamente smascherata…okay !? Lo stanno braccando, da Tokio al Cairo, da Città del Capo a Helsinky. Setacceremo deserti ed oceani….okay !?

Si inserì il ministro della difesa Shevcenko, ancora debilitato dal recente attacco di coronarie.

- Passatemi quell’ energumeno di Petasciov….
- IL commissario Petasciov è de…deceduto….

Si intromise Galbarov.
- Che diavolo sta succedendo lì !?

Chiese Shevcenko portandosi una mano al petto.
Prese il ricevitore Bon, strappandolo dalle mani di Elvis Johnson.

- C’ è stata una cruenta battaglia e praticamente sono moti tutti…

Questa notizia stroncò definitivamente le deboli coronarie di Shevcenko, che stramazzò al suolo. Riprese la parola il Gen.Wallace.

- Okay…è morto…Go ! Go !….Riprendiamo a parlare…qui serve l’ antidoto per le zanzare…okay !? Sapete qualcosa dell’ antidoto…okay ?
- L’ antidoto c’ è…ma il Dottor Galbarov non ce lo vuole dare.
- Ah….Galbarov…il folle creatore di mostri disumani….Ora lo spettacolo è finito….okay !? Si faccia consegnare subito l’ antidoto….okay !?

Galbarov volle parlare direttamente col Gen.Wallace.

- Co…cosa ci guadagno io ?
- Se ci consegna l’ antidoto le verrà perdonato ogni crimine….okay !? 
Per favore…pensi alle vite che può salvare…ci aiuti…
- E’…è.. tutto qui quello che avete da offrirmi ?

A quelle parole, Loreine guardò Galbarov con un sguardo fiero. Wallace invece, divenne paonazzo dalla rabbia.

- Lei è un terrorista okay !? Un pazzo criminale okay !? Io non tratto con gente come lei…Se non ci vuole consegnare l’ antidoto se lo tenga, noi ce la caveremo lo stesso, perché siamo Americani….okay !?

Loreine si avvicinò lentamente alla radio e proprio sulle ultime parole di Wallace la fece a pezzi.

- Brutta sgualdrina !

La insultò Bon.

- La....lasciala stare...e pensiamo a noi....
- Sicuramente una squadra di salvataggio starà già partendo dagli Stati Uniti.
A lei Dottore restano solo due possibilità : consegnarci l’ antidoto oppure morire come il peggiore dei criminali. E’ questo il ricordo che vuole lasciare di sé ai posteri ?

Gli domandò Bon.

- Fo…forse no….
- Ma Valery….

Fece per richiamarlo Loreine.

- Sta…stai zitta !
Galbarov iniziò a camminare nervosamente nel centro della sala comando, sempre tenendosi ben stretta la preziosa fiala. Ad un tratto, vide su un monitor che la squadra di ricognizione, allontanatasi dalla base giorni prima sotto suo ordine, stava rientrando.

- Ecco la soluzione !

Esclamò indicando agli altri l’ immagine sul monitor.

- IL…il Capitano Grandinov ci salverà !

Poi si rivolse di nuovo a Bon chiedendogli :

- Se…se la sente di giocarsi le sorti del suo paese in una sfida ?
- Che genere di sfida ?
- Questa !

Galbarov tirò fuori un pallone da calcio e si mise a palleggiare.

- Op…op….guardi che stile !
- Ma che buffonata è !?

intervenne Coyote.

- Qu…questo si chiama ca…calcio…e se siete uomini veri, dovrete dimostrarlo accettando la mia sfida..
- Non c’ è problema !

Reagì spavaldamente Bon.

- Hai mai giocato a questo gioco ?

Gli chiese Coyote.

- No.

Intervenne Elvis Johnson seccato.

- Più che uomini mi sembrate dei bambini ! C’ è in ballo la sorte del mondo e voi pensate a giocare a calcio…
- Se…se accetterete la mia sfida e vincerete avrete l’ antidoto….a..altrimenti lo bevo…

Disse Galbarov infilandosi l’ antidoto nella cintura dei pantaloni.

- Qui..sa..sarà al sicuro…
- Va bene, accettiamo !

Disse in uno slancio d’ orgoglio Johnson.

- Almeno così la faremo finita alla svelta. Spiegatemi come si gioca…

G
alabrov si mise alla lavagna ed iniziò a spiegare le principali regole agli Americani.
Qualche ora dopo, ricavato un rudimentale campetto nella piccola valletta di S.Syrius, poco lontano dalla base, le due parti erano schierate. Per i Russi scesero in campo : Galbarov col numero 10, regista e punta della squadra, Loreine De Paris in porta, il Cap.Grandinov difensore centrale e poi, come esterno destro il soldato Gresko, mentre invece a sinistra si schierò il Cap.Salveminov, che da sempre aveva odiato il calcio ma che in quell’ occasione venne costretto a giocare da Galbarov sotto minaccia armata. Dato che la partita si doveva giocare cinque contro cinque e gli Americani erano solo in quattro, Galbarov decise di schierare con loro il Sergente Tradenkov, il quale aveva un nome che non lasciava presagire nulla di buono. Di fronte alle proteste degli Americani, Galbarov così rispose :

- Se…se non vi va bene….allora giocate in quattro…

Per forza di cose accettarono l’ inghippo ed impavidi scesero in campo con la seguente formazione : Brunetta Ford in porta, il Serg.Coyote in difesa, esterno destro Elvis Johnson e sinistro Tradenkov, il quale non capiva una sola parola di Americano, mentre invece in attacco e capitano della squadra si schierò lui…:
Billy Bon…Attirate dal trambusto, prima dell’ incontro arrivarono sul luogo due tribù rivali esquimesi : gli “ Interek “ e i “ Mil – mil – lanek “. Vedendo che si trattava di una sfida, anche se per loro era un gioco sconosciuto, si misero ad effettuare scommesse e si schierarono ai bordi del minuscolo campetto, dividendosi in due fazioni ben distinte.

- Be..bene !

Esultò Galbarov.

- Col pubblico…mi..mi esalto ! Vi…vi umilieremo…
- Vedremo !

Rispose orgoglioso Bon.
Come arbitro della partita venne designato il cuoco Cecoslovacco della base : 
il signor Collinek. Al fischio d’ inizio, Elvis Johnson passò la palla a Tradenkov, 
il quale scattò dalla parte sbagliata, andando direttamente in rete nella sua porta, sotto gli occhi di un’ esterrefatta Brunetta Ford. Mentre lui esultava, Coyote fece per aggredirlo ma Bon e Johnson lo fermarono.

- Traditore !

Urlava l’ Indiano.
Arrivò anche Galbarov, che giustificò il suo uomo, il quale forse non aveva ben capito da che parte stare. I due si parlarono in Russo e Trandenkov si scusò coi propri compagni, dopodiché non visto, alzò il bavero e si mise a ridacchiare di gusto. IL signor Collinek non poté non convalidare il goal e così, dopo nemmeno un minuto, gli Americani stavano già perdendo per una rete a zero. Gli “ Interek “, schierati a favore di Bon, accennarono un’ invasione di campo, mentre invece i 
“ Mil – mil – lanek “, si esibivano in gioiosi canti e grida di sfottò verso gli odiati rivali. Malgrado tutto la partita riprese. IL Cap.Grandinov recuperò un pallone e lanciò Galbarov.

- Op…op…ma vieni….così !

IL suo entusiasmo venne placato dal gigantesco piede di Coyote, che come una pressa gli appiattì il naso.

- R..Rigore !

Urlò Galbarov massaggiandosi il naso dolorante. IL signor Collinek però, assegnò solo un calcio di punizione dal limite dell’ area.

- Pe…penso che segnerò sicuramente…

Gli Americani formarono una massiccia barriera.

- Fa…farò girare la sfe..sfera…di fianco alla barriera…ed insaccherò alla destra del portiere….e poi griderò…ma vieniiii !!

Al fischio di Collinek, Galbarov partì deciso. La palla però, non si alzò abbastanza e Coyote poté così rinviarla di testa. La stessa finì tra i piedi di Bon, che prendendo tutti in contropiede s’ involò solo verso Loreine De Paris. La donna gli si parò davanti più sexy che mai, alzando la gonna di pelliccia sopra il ginocchio e lanciandogli occhiate roventi. Bon tentennò per qualche istante ma poi scagliò una tremenda pallonata proprio in faccia a Loreine, la quale si cappottò all’ indietro finendo in rete con la sfera. Assistendo alla scena, Brunetta urlò :

- Siii !! Mi amaaa !!

Tutta la squadra Americana si ritrovò attorno a Bon per fargli festa, tranne Tradenkov. Intanto Galbarov si stava guardando pensoso i piedi.

- Ma nooo !! Non ha girato !!

Per gran parte del primo tempo, la partita proseguì in perfetto equilibrio, suscitando nervosismo dalla parte Sovietica. IL soldato Gresko era a pezzi. Stava correndo come un pazzo da più di venticinque minuti senza mai aver toccato un pallone.

- Veneziano !

Urlava contro Galbarov, mentre invece Salveminov, ogni qualvolta aveva la palla tra i piedi, la scagliava lontano schifato. A poco dallo scadere del tempo, Galbarov scivolò nell’ area di rigore Americana e Collinek decretò un calcio di rigore. 
Si scatenò l’ inferno. Gli Americani non ci stavano assolutamente, mentre Tradenkov dava un cinque a Gresko. Disgustati dall’ arbitraggio, un gruppo di esquimesi entrò in campo e prelevò di forza l’ arbitro Collinek, portandolo via per sempre in quelle remote zone ghiacchiate. Venne scelto un nuovo arbitro tra il pubblico : il signor Fisk. Incredibilmente il rigore non venne battuto da Galbarov, trattenuto da Gresko ma da Grandinov. IL freddo difensore calciò con forza e precisione, spiazzando la povera Brunetta Ford. Tornò poi al centro della sua difesa senza fare una piega, rivolgendosi poi ai suoi tifosi col saluto comunista. 
IL colmo venne raggiunto ad un minuto dalla fine, quando il disinteressato Salveminov, con una delle sue tante spazzate, infilò proprio l’ incrocio dei pali della porta Americana: 3 a 1 !

- Ma…ma vieniii !!

Esultò Galbarov, che poi insieme agli altri corse ad abbracciare Salveminov.

- Cosa fate !? Lasciatemi !
- Bravo ! Che goal spettacolare !

Gli disse Gresko.

- Ma chi se ne frega ! Andiamo a bere una bella tisana alle erbe e al diavolo il calcio !

Finì il primo tempo fra gli applausi del pubblico e le due squadre si divisero per andare negli spogliatoi. Agli Americani sembrava ormai tutto finito. Addirittura Tradenkov era entrato negli spogliatoi avversari.

- Io quello lo stritolo !

Stava urlando un arrabbiatissimo Coyote.

- Coraggio ragazzi ! 

Li incitò Bon.

- Abbiamo ancora tutto il tempo…verso la fine li ho visti cedere…
- Ma se proprio alla fine ci hanno fatto due goals !

Ribatté contrariato Johnson.
Brunetta intanto, se ne stava zitta e avvinghiata al collo del suo amato Billy.
Fu in quell’ istante, che improvvisamente si aprì una botola del pavimento e con grande sorpresa di tutti, sbucò fuori Pinguinik, miracolosamente vivo e vegeto.

- Guardate cosa ho qua….

Disse mostrando la fiala del famoso antidoto, rubato qualche istante prima dai calzoni di Galbarov. L’ ammirazione che tutti provarono per Pinguinik fu incredibile.
Coyote volle addirittura un suo autografo, mentre invece Elvis Johnson gli dedicò una delle sue famose ballate.

- Oh…Pinguinik….oh…sì…esquimese…sì…

In quell’ esplosione di entusiasmo, Bon se ne stava invece isolato e rinchiuso in un profondo silenzio meditativo, seduto su uno sgabello.

- Ora che abbiamo l’ antidoto, possiamo fuggire ragazzi !

Stava dicendo Pinguinik.
- Ho contattato con una radio rubata in mio possesso, il dipartimento Americano della difesa e so per certo dove arriverà un “ Fish “ domani all’ alba. Sganciamoci da questi folli, prima che sia tropo tardi.

Tutti raccolsero le loro cose per darsi alla fuga ma Bon si alzò dallo sgabello deciso.

- Io resto !

Calò nella stanza un silenzio irreale.

- Cosa !?

Esclamò Coyote sconcertato.

- So che possiamo vincere….se fuggiamo adesso fuggiremo per sempre…
- Ma cosa dici Billy !?

Disse per la prima volta seriamente Brunetta.

- Quella fiala noi la otterremo grazie al nostro coraggio, non rubandola !

Sotto la maschera, Pinguinik arrossì per la prima volta in vita sua. Rimase ammirato dal coraggio di quest’ occidentale indomito, rimise via la fiala nella sacca e poi schioccò le dita. Dalla botola sbucò fuori una foca, che indossava la divisa del Brasile.

- Nel mio cuore speravo di sentire queste parole e visto che non volete fuggire come dei vigliacchi, vi ho portato questo regalo che sicuramente vi aiuterà nella vostra impresa. Signori…vi presento…Peloca !…E’ uno dei tanti esperimenti genetici di quel mostro di Galbarov….Con questa foca in campo li disintegrerete !

Bon abbracciò Pinguinik come un fratello e questi ne approfittò per sottrargli dalla tasca il portafoglio…

- Voglio anche te in campo !

Gli disse Bon che non si era accorto di nulla.

- Non temere….ci sarò…

Pinguinik si rituffò nel buco e sparì.

- Pazzo ! Disgraziato !

Disse Coyote rivolto a Bon.

- Potevamo essere in salvo con l’ antidoto e così salvare milioni di persone !

Bon gli diede un leggero buffetto sulla schiena e gli disse :

- Risparmia il fiato per correre…So che lo farai come tutti noi e che torneremo in patria fieri e con l’ antidoto.

Intanto nell’ altro spogliatoio…

- Ma…ma noo !!

Stava esclamando Galbarov.

- No trovo più l’ antidoto…Vu..vuoi vedere che me l’ hanno rubato ?
- Razza di idiota !

Lo rimproverò Loreine.

- Dovevamo farli fuori tutti ! Dovevi ricattarli con l’ antidoto, non metterti a giocare a palla come i bambini !
- E’ finita…ormai saranno lontani con l’ antidoto…

Loreine, come al solito, lo schiaffeggiò. Proprio in quel mentre, qualcuno bussò alla porta dello spogliatoio. L’ arbitro, il signor Fisk, li stava chiamando per riprendere 
l’ incontro. Appena uscirono dagli spogliatoi rimasero increduli. Gli Americani erano già schierati e li stavano aspettando, incitati da tutti i tifosi. Arrivati a centrocampo, Galbarov si rivolse a Bon :

- Do…dov’ è l’ antidoto ?
- Pensiamo a giocare adesso….dell’ antidoto ne parleremo dopo.

Gli Americani rifiutarono Tradenkov, che una volta uscito dal campo venne aggredito dai tifosi inviperiti. Al suo posto, i nostri eroi schierarono il loro asso nella manica : Peloca…

- La…la mia creatura è contro di me !

Esclamò Galbarov impaurito quando la vide.
La foca infatti riconoscendolo, incrociò le pinne facendogli il gesto dell’ ombrello…
La partita riprese, coi tifosi che all’ unisono cantavano l’ inno Americano. Fin dai primi minuti, Peloca strabiliò tutti con numeri di alta scuola calcistica. Irrise Galbarov con più tunnels ed una volta riuscì a dribblarlo addirittura in palleggio.
Nei minuti a seguire, il punteggio si portò sul 4 a 3 in favore dei paladini Americani.
L’ ultimo goal fu un’ autorete oscena di Salveminov, che stavolta ormai eccitato dalla partita, si mise ad esultare come un cane scodinzolante. Nessuno lo festeggiò ed anzi, Loreine De Paris lo graffiò profondamente sul viso.

- De…deficiente !

Lo insultò Galbarov.

- Ma se ho segnato !?
- Qu..quell’ altra è la porta giusta..

Intanto i tifosi continuavano nei loro festeggiamenti, sventolando una gigantografia del famoso Peloca in azione. Prima di rimettere la palla in gioco, Loreine De Paris e Grandinov si scambiarono un’ occhiata d’ intesa. Poco dopo Peloca, in una delle tante incursioni nell’ area avversaria, venne affrontato da Grandinov e da Loreine De Paris contemporaneamente. I due lo chiusero in sandwich ed addirittura il roccioso difensore, usando tutta la sua forza, scaraventò la leggera foca brasiliana contro il palo della porta.

- Fiitt !!

Fischiò Fisk.

- Rigore !

Tutti esultarono ma purtroppo Peloca era fuori combattimento. Quel rigore comunque, poteva dare agli Americani ben due goals di vantaggio. Poteva essere il momento decisivo. Senza timore alcuno, si diresse sul dischetto Bon. Ancora una volta Loreine De Paris, tentò di ammaliarlo usando il suo notevole fascino.
Bon però, per niente incantato, finì di fumare la sigaretta che teneva in bocca e poi la scagliò verso la rivale in segno dispregiativo. La donna ruggì per la rabbia incontenibile e proprio in quel mentre Bon, senza nemmeno prendere la rincorsa, piazzò con precisione la palla nell’ angolino alla sua destra. Subito venne sommerso dagli abbracci dei compagni, mentre Galbarov si avvicinò a Loreine per redarguirla.

- Ma…ma Loreine…ti piace quello lì ?

Disse indicando Bon con disprezzo. Per tutta risposta, Loreine gli tirò con forza una palla di neve in bocca. Ora che Peloca era fuori combattimento, le parti si erano invertite. I Russi tornarono a dominare. Accorciarono quasi subito le distanze con un gran tiro di Grandinov, che scivolò dalle mani di Brunetta Ford. Poi però, faticarono più del previsto e la partita arrivò agli ultimi fatidici cinque minuti.

- Pa…passatemi la sfera che ci penso io…

Urlò Galbarov, che seminò gli avversari ma non Brunetta Ford, che con una precisa uscita gli deviò il pallone sul fondo. Gresko tirò il calcio d’ angolo ed Elvis Johnson intervenne di testa, indirizzando però la palla verso al sua porta, costringendo così Brunetta ad una parata eccezionale. Sulla ribattuta intervenne Galbarov, che però colpì in pieno il palo fallendo il goal del pareggio.

- Ma…ma noo !!

La sfera schizzò verso Coyote, che impacciato disse :

- Che devo fare Billy ?
- Tirala in tribuna !

Coyote si confuse e lanciò in tribuna Brunetta Ford. La porta ora era sguarnita.

- Idiota !
Gli disse Elvis Johnson, che poi venne sgambettato da Grandinov.
IL pallone rotolò così sui piedi di Salveminov, che si ritrovò solo davanti alla porta Americana sguarnita.

- Ti..tira !

Salveminov caricò il tiro ma mancò clamorosamente il pallone, volando per aria e poi ricadendo malamente, spezzandosi tutte e due le ginocchia.

- Aaahh !!

Mentre Galbarov stizzito, sbeffeggiava il delirante Salveminov, Bon ripartì rapido in contropiede. Superato Gresko in velocità, ecco che si ritrovò di fronte a Loreine De Paris. Di colpo si fermò e fece un inchino al pubblico.

- Questo goal lo dedico a voi…gentile pubblico..

Quando però, tornò a concentrarsi sul pallone, questo era sparito. L’ astuta Francese glielo aveva sottratto ed ora si stava involando verso la porta avversaria.
Davanti a lei si piazzarono Elvis Johnson e Coyote. Con un abile pallonetto, servì Galbarov, che a porta sguarnita segnò il goal del pareggio : 5 a 5 !

- Ma…ma vieniii !!

Esultava Galbarov, mentre alcuni tifosi avevano catturato Salveminov, portandolo via per sempre come cibo per gli orsi….

- Ma…mancano ancora due minuti….possiamo farcela….

Stava dicendo lo scienziato pazzo Russo in pressing su Elvis Johnson, mentre Brunetta Ford faceva il suo rientro fra i pali. Sentendosi pressato, Johnson rinviò lungo, finendo col servire Grandinov, il quale lanciò in profondità Gresko, che ignorando gli ordini di Galbarov, s’ infilò in area e puntò dritto verso la porta.
Coyote si oppose a suo modo.

- Dove credi di andare tu !? IL tuo posto è fuori !

Lo prese e lanciò fuori dal campo, proprio nel bel mezzo di una colonia di pinguini, che subito si affezionarono a lui e….lo adottarono….

- Nooo…fermati…sei in area !

Gli urlò in ritardo Bon.

- Fiitt !!

Fischiò Fisk : era rigore.

- Qu…questo lo batto io…

Galbarov afferrò il pallone e si diresse fiero sul dischetto, mentre il pubblico rumoreggiava e lo ricopriva d’ insulti. Bon e compagni si sentirono finiti. 
Tutta quella fatica e quel coraggio, praticamente non erano serviti a nulla. 
IL loro onore era ormai solo nelle mani di Brunetta Ford.

- Co…con una donna in porta…non c’ è nemmeno gusto…

Disse Galbarov mentre sistemava il pallone sul dischetto. I fischi del pubblico aumentarono. In quel mentre però, Bon notò la punta di una sega uscire dal ghiaccio e tagliare un blocco rotondo proprio attorno all’ ignaro Galbarov. 
Chi poteva essere ? Galbarov ora stava studiando l’ angolatura del tiro e fu in quel momento che il ghiaccio sotto di lui si aprì. Lo scienziato finì così nell’ acqua gelida.
Tutti restarono allibiti ed impotenti, ad osservare il ghiaccio che lentamente si richiudeva come il coperchio di una bara. Con un ultimo alito di vita, Galbarov riuscì a ributtare il pallone in campo. Poi riaffiorò per un secondo col viso e con un filo di voce disse :

- Il calcio deve sopravvivere….

Calò un silenzio irreale, mentre Galbarov spariva inesorabilmente nelle profondità artiche. Poco più avanti, da un altro buco nel ghiaccio, saltò fuori Pinguinik, il quale teneva in una mano una sega e nell’ altra il prezioso antidoto. Arrivò accolto dal silenzio più totale, perché tutto sommato Galbarov, con quell’ ultimo gesto di umanità calcistica, si era in qualche modo guadagnato la simpatia di tutti.
IL ladro esquimese dunque, non ebbe l’ accoglienza sperata.

- Cosa fate !? Vi ho salvati dal tiranno e adesso…non mi ringraziate ?

Nessuno ancora fiatava. Dagli occhi di Loreine De paris, spuntò una triste lacrima di dolore.

- E’ cosi che ringraziate i salvatori ?

Ancora nessuno fiatava.

- Va beh…allora addio…

Disse dirigendosi verso il ghiaccio sconfinato e gettando per terra la fiala 
dell’ antidoto che si ruppe. La folla mestamente cominciò a diradarsi. Alla fine non c’ erano stati né vinti né vincitori. Come in tutte le battaglie e tutte le guerre, ora 
c’ era solo tristezza. Tutti i giocatori rientrarono nella base per scaldarsi. Sul campo rimase solo Billy Bon, inginocchiato sui frammenti della fiala ormai perduta.
Alla fine quella missione era stata un vero disastro. Aveva visto scomparire amici cari e troppe persone erano morte inutilmente. Tutto questo per cosa ? 
New York a quanto pare, senza l’ antidoto era perduta e il fantomatico Mister Corvus, per quanto se ne sapeva era ancora in circolazione. Sentì all’ improvviso dei passi alle sue spalle. Si voltò di scatto impaurito e…trovo davanti a sé il CapCooper, ancora una volta più vivo che mai. Quella vista riportò un po’ di speranza nel cuore di Bon. Si rialzò ed abbracciò l’ amico.

- Capitano Cooper, come avete fatto a salvarvi e ad uscire illeso da tutti questi eventi ?
- Ah…io vado e vengo…

I due rientrarono insieme nella base, riunendosi agli altri nella sala comando.
Appena arrivati però, ebbero subito una spiacevole sorpresa….



Fine nona parte

Non perdete il prossimo episodio dal titolo:

 “Mister Corvus